PREFAZIO INSERIO

I versanti dell’anima, per lo più scabri.

I profili dell’ordito, svasato all’orizzonte.

Le mareggiate del miraggio, abbracci al tronco d’albero.

Sogni di due ragazzi, mille lune fa, inerpicati lungo le righe di fogli e vita, florilegi acerbi. Le parole, sgorgate da apparenti spianate di nebbia, accompagnavano, nella solitaria ingenua presunzione di ciascuno, le circonvoluzioni degli anni, lieve gravità di intenzioni imbozzolate, timore.

Poi l’incontro, le linee solitarie s’intersecano e si riconoscono empatiche, sintoniche. La fiamma arde, s’attenua nel distacco delle traiettorie di vita, si conserva fino al nuovo rinfocolarsi.

Siamo in due, L ed S, scriviamo in quanto obbligati dall’essere animali affabulatori, saettiamo sensazioni verso il vuoto, messaggi privi di bottiglia e spiaggia.

Se qualcuno s’accoda in scia e legge, risponda, ne saremo lieti e riconoscenti. L’arrotolarsi e lo svolgersi delle emozioni cristallizzate in parole cela ordini imperiosi di condivisione ed apporti nuovi. In ogni caso, sequenza senza velleità di segno nel tempo, forse breve per avvolgersi al dito di chiunque.

Fratelli in poesia e prosa, questo è il nostro grido e dono, in soglia di senescenza ed in battito di fanciullezza coltivata e salva, nuova ad ogni frase e verso.

Vale.

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