La solitudine

La solitudine è cangiante.
Ti aggrappi ad ogni specchio,
unghie stridono mentre le parole negano, imbarazzate,
l’eco del vuoto attorno a te.
Camminare l’urto degli odori
(finti profumi, usa pure le parole che più consolano)
di corridoio d’ospedale,
o la polvere asmatica di campi non irrigati da troppo.
Incontrare le folate della notte
nel cuore, negli occhi, nel naso,
e non distinguere più
l’incenso dalla benzina o dal salnitro,
arte scordata sui banchi di scuola
o fra le braccia di una finta meretrice.
Invocare in silenzio
una qualche pioggia di profumi esotici
che lavi e purifichi il quotidiano
incedere di treni e stanchezza.
Tutto puoi provare, aspirare,
fingere di conoscere e volere.
Ma la solitudine
è cangiante.

(Trento-Rovereto, novembre 2015)